KIT DI SOPRAVVIVENZA AZIENDALE

KIT DI SOPRAVVIVENZA AZIENDALE
CoronaVirus Business Srurvival Kit

Alle aziende italiane serve un “KIT di sopravvivenza” per affrontare la crisi 

I dati parlano chiaro.

Il 65% delle aziende italiane è a rischio di fallimento. 

Per oltre il 10%-15% il fallimento è già tecnicamente certo. 

Ma le statistiche e le ipotesi sono solo numeri. L’importante è non rientrare “nella parte sbagliata” in questi numeri. Sarebbe bello smentire questa statistica. E lo possiamo fare. Agendo insieme. 

Come è possibile aumentare le probabilità di sopravvivere alla crisi 2020-2021 causata da Corona Virus? Quali sono gli strumenti? Quali sono i metodi? quali sono le informazioni importanti che gli imprenditori, i professionisti, i manager devono avere a disposizione per fare scelte corrette? 

La crisi in sé stessa non durerà per sempre. Ma probabilmente cambierà per sempre le dinamiche di business. Cambierà le abitudini di acquisto dei consumatori. Cambieranno radicalmente i modi di lavorare e di organizzare l’azienda. Tutte le aziende dovranno adeguare non solo il MODO do lavorare. Ma anche e soprattutto dovranno adeguare il “modello di business”. Spesso anche radicalmente. Cambiare il modello di business non significa solo “vendere online”, o fare qualche campagna sui social media. Significa ripensare completamente il sistema di offerta dell’azienda.. 

E quindi di nuovo, quali sono gli strumenti e i metodi per aumentare le probabilità di sopravvivere alla crisi? 

Se potesse esistere una “cassetta degli attrezzi” con gli strumenti utili alle PMI italiane per sopravvivere che cosa conterrebbe?

I metodi e gli strumenti per aumentare le probabilità di sopravvivere alla crisi sono riconducibili a 4 aree principali, 3 pilastri fondamentali che terranno insieme l’azienda: 

1) Continuità aziendale operativa 

2) Gestione finanziaria e bancaria

3) Fitness mentale ed emotivo

4) Evoluzione del business model

Continuità aziendale operativa 

Business continuity
Continuità di business… per ogni crisi 

La continuità aziendale operativa include tutti gli strumenti †e le metodologie di gestione aziendale in caso di emergenza, crisi esterne, cambiamenti repentini provocati dall’esterno. Ovvero il “come continuare ad operare”, seppure in maniera limitata, nonostante la crisi ovvero come non interrompere il business. Le aziende grandi strutturate hanno solitamente un “Business Continuity Plan”, un piano di continuità aziendale in caso di crisi. Per alcume realtà ad importanza sistemica, che erogano servizi che NON si possono interrompere (forniture di energia elettrica, alcuni servizi finanziari e bancari) è addirittura obbligatorio avere un piano di continuità che garantisca la prosecuzione dell’attività in qualsiasi situazione. Ovvero si cerca di capire IN ANTICIPO come non fermare l’attività in tutti i casi di crisi possibili: terremoti, alluvioni, guerre, pandemie, scioperi, discontinuità delle forniture di elettricità, acqua, difficoltà nel reperimento delle materie prime, e molti altri casi. NB sì le pandemie fanno parte normalmente dei piani di continuità aziendale, dall’ultimo rischio di pandemia del 2009. Ora nessuno o quasi aveva mai nemmeno preso in considerazione l’ipotesi di un “lock down” generalizzato. Ma ripeto lo scenario di pandemia fa parte degli scenari di business continuity.

Per una PMI è stato fino ad ora quasi impensabile redigere un piano di continuità di business. Ora però per tutte le aziende è necessario applicare almeno alcune linee guida e strumenti di gestione di continuità. 

N.B. per i tecnici dell’argomento speso che sia chiaro che questo è un test divulgativo destinato alle PMI, quindi mi concedo un po’ di semplificazione senza entrare in parole e concetti inutilmente tecnici. 

Ok, quindi in cosa consiste sta continuità operativa? 

Alcuni dei principali strumenti di gestione della continuità aziendale sono:

  • Governance del comitato di crisi e del processo decisionale
  • Applicazione e aggiornamento delle procedure di sicurezza aziendale
  • Procedure di gestione dei clienti
  • Procedure di gestione dei fornitori
  • Procedure di gestione dei collaboratori
  • Gestione delle infrastrutture informatiche e dei processi produttivi
  • Gestione degli strumenti di smart working
  • Revisione dei processi e dell’organizzazione aziendale

La crisi del Corona Virus sta imponendo alle aziende una revisione estremamente rilevante nelle procedure di sicurezza aziendale, nei processi e nell’organizzazione. 

Gestione finanziaria e bancaria 

Gestione finanziaria e banche
Conti, liquidità, finanziamenti…

La sopravvivenza o meno dell’impresa alla crisi si sta giocando e si giocherà nel campo della gestione finanziaria nei 12-36 mesi successivi l’inizio della crisi COVID 19. 

Quali sono le riserve liquide del business? 

Quali sono i flussi di cassa dei prossimi mesi? 

Quanto credito ho già e quanta “finanza” posso chiedere?

Come devo gestire i finanziamenti in corso? 

Mi conviene aderire alla moratoria? Alle “agevolazioni” del decreto liquidità?

Queste sono alcune delle domande relative alla gestione finanziaria e bancaria 

I soldi sono “il sangue” dell’azienda e i il funzionamento dei flussi di cassa sono le vene e le arterie all’interno dei quali scorre la liquidità. La gestione della liquidità è l’aspetto vitale di ogni azienda. Perché le aziende falliscono o prosperano non grazie al fatturato o all’utile ma grazie ai flussi di cassa. La gestione finanziaria consiste nelle metodologie di monitoggio, previsione e gestione dei flussi di cassa. La gestione finanziaria pone le sue basi sul controllo di gestione. Il problema è che la maggioranza delle PMI italiane NON ha un controllo di gestione e di gestione finanziaria… mancano quindi le basi. Inoltre la concessione del credito negli ultimi anni è diventata dalle banche molto più stringente. I finanziamentoi vengono concessi dalle banche solo se si rispettano dei parametri, se si rientra nel “rating giusto”. E la “stretta” del credito non è solo responsabilità delle banche ma anche e soprattutto delle imprese. Perchè non sono gestite in maniera da potere accedere al credito. Perchè non sanno come “presentarsi” correttamente alle banche. 

In questa crisi la gestione delle banche è fondamentale per sopravvivere. 

Le decisioni circa l’adesione alle moratorie e sulle disposizioni del “Decreto liquidità” segneranno ogni aspetto della gestione finanziaria e aziendale nei prossimi anni e potrebbero segnare la differenza tra sopravvivere e fallire. 

Fitness mentale ed emotivo 

Fitness mentale ed emotivo

La crisi che stiamo vivendo è spesso paragonata ad una “guerra”. 

E’ una “guerra” sottile e subdola, senza bombe ma non per questo meno crudele negli effetti. E’ una “guerra” che non si combatte solo nelle corsie di ospedale, nei decreti, nella gestione aziendale… e in generale nel mondo “fisico”. E’ una guerra che si “combatte” soprattutto nella nostra “interiorità”. Una guerra nel campo di battaglia più difficile e insospettabile: tra il nostro orecchio destro e il nostro orecchio sinistro. Nel nostro cervello. Non è una metafora, è una situazione letterale e reale, della quale spesso non siamo consapevoli.

Per vincere la “guerra” di questa crisi l’ “arma segreta” è la LUCIDITA’ MENTALE e la “gestione” emotiva.

Siamo inondati da informazioni. Sta regnando la confusione e la paura. E “guarda caso” la confusione e la paura sono proprio quelle emozioni che letteralmente possono mettere in “corto circuito” il cervello di persone anche molto intelligenti e in gamba. Il “filtro” che poniamo nella selezione e nell’interpretazione delle informazioni esterne è importantissimo. La consapevole “conduzione” del nostro “dialogo interiore” è fondamentale. Le decisioni che prendiamo e le azioni che intraprendiamo sono guidate completamente dalla nostro “fitness” mentale ed emotivo. Qui non parlo solo di “motivazione”, di “sviluppo pesonale” o di “PNL” intesi nel senso ormai “tradizionale” del termine. Non basta “credere in sè stessi”. Avere “camminato sul fuoco” potrebbe non essere così fondamentale. La questione è un po’ più sottile. Una persona non lucida mentalmente e senza un buon equilibrio profondo se si “motiva” rischia di fare danni ancora superiori. 

Stiamo affrontando un momento di grandissimo cambiamento. Una vera transizione epocale, che sta accelerando i “cambiamenti strutturali” già in atto e ne innescherà ulteriori. E’ necessario essere pronti mentalmente ed emotivamente a questi cambiamenti, per cavalcarli ed evitare di venire travolti. 

Mai come prima è necessario essere in grado di: 

  • Mettere in discussione abitudini e stili di vita
  • Immaginare un nuovo modo di vivere, lavorare, acquistare
  • Ridefinire i propri sogni, obiettivi, priorità e valori 
  • Mettere in discussione le proprie convizioni più profonde
  • Lasciare andare il passato 
  • Creare dentro di sè emozioni di gioia, gratitudine e amore 
  • Sostituire i dialoghi interiori tossici con dialoghi 
  • Accetare la situazione esterna 
  • Prendersi la piena responsabilità della propria vita
  • Lasciare i condizionamenti del nostro ego e ritrovare il nostro “sè superiore” 

Abbiamo un’occasione incredibile di potere riscrivere le pagine della nostra vita personale, professionale, imprenditoriale, famigliare, sociale. 

Evoluzione del business model

Evoluzione del business model
Evoluzione del business model

La crisi in corso mette in discussione i “business model” delle imprese. Anche perché la maggioranza delle aziende italiane non ha un “business model” definito in maniera consapevole. Il modo di “fare impresa” di una buona fetta delle imprese italiane non funzionava già prima della crisi attuale, in verità già prima della crisi del 2008. Perchè la “crisi” era già latente all’interno delle stesse “abitudini” di gestione aziendale. 

E evidente che alcuni degli effetti della crisi saranno: 

  • Maggiore importanza dell’online e delle vendite a distanza
  • Messa in discussione delle filiere internazionali e di parte della “globalizzazione” 
  • Maggiore importanza della digitalizzazione dei processi aziendali

Diventa quindi necessario alla sopravvivenza e al rilancio integrare pienamente l’”online” nella strategia aziendale. Che non significa nemmeno sopravvalutare l’online come panacea di ogni male. Diventa fondamentale: 

  1. Fare delle analisi di mercato efficaci ed aggiornarle perdiodicamente
  2. Mettere profondamente in discussione il modello di business attuale
  3. Definire un chiaro posizionamento di mercato
  4. Ridefinire la strategia aziendale e il business model 
  5. Definire una strategia digitale 
  6. Creare dei sistemi di acquisizione e di gestione dei clienti, di vendita, di erogazione dei servizi tramite canali e strumenti digitali
  7. Rivedere profondamente i processi aziendali, digitalizzarli, renderli più efficienti, veloci e flessibili allo stesso tempo 

Per fare un esempio semplice, quasi banale… i ristoranti dovranno affrontare lo scenario di non riaprire con gli stessi coperti di prima per molti mesi, forse per anni. Per non fallire dovranno non solo attivare un servizio di delivery efficiente, ma anche raggiungere i potenziali clienti, promuoversi, utilizzare delle app, usare massicciamente i social media. 

La crisi da un lato sta accelerando alcuni dei grandi trend che stiamo vivendo negli ultimi decenni: 

  • Tramonto della “classe media” nelle nazioni sviluppate e ascesa della “classe media” in tutto il resto del mondo 
  • Aumento delle differenze sociali all’interno delle nazioni e diminuzione delle differenze di ricchezza tra nazioni. 
  • Ovvero per riassumere i due punti sopra: nei paesi “ricchi” una grande percentuali della popolazione sta diventando povera, mentre nei paesi ricchi una parte della popolazione sta diventando ricca
  • Graduale tramonto degli Stati Uniti come potenza dominante e ascesa dell’ Asia 
  • Sempre maggiore pervasività delle “nuove” tecnologie informatiche; intelligenza artificiale, blockchain, big data e molto altro
  • Virtualizzazione dell’economia: il valore aggiunto è sempre meno nelle componenti “fisiche” tradizionali e sempre di più nelle componenti immateriali.

In verità non è possibile “prevedere il futuro” con precisione. Però allo stesso tempo esistono dei trend e dei cambiamenti strutturali che si sono definiti in maniera abbastanza chiara e che ci permettono di capire quanto meno la “direzione del vento”, anche se la rotta precisa dovrà essere aggiustata parecchie volte. 

Il “business model” è qualcosa in continua evoluzione.

Il tuo kit con gli strumenti

KIT
KIT: strumenti per sopravvivere e rilanciare il business 

Come può un’azienda piccola, con pochi soldi, pochi dipendenti, un fatturato di poche decine o centinaia di migliaia di euro accedere a tutti gli innumerevoli strumenti NECESSARI alla sopravvivenza e al rilancio del business? 

Le competenze necessarie sono molteplici. Servirebbe un consulente aziendale specifico per ognuno delle decine di punti citati sopra. E ciascun consulente costerebbe almeno 500 euro al giorno per il suo lavoro (se è un vero professionista specializzato). Per accedere a tutte le competenze richieste per la sopravvivenza dovresti investire decine di migliaia di euro. Fino ad adesso. 

Un gruppo di consulenti aziendali, ciascuno altamente specializzato in uno o più strumenti necessari, ha deciso di rendere disponibile tutte le competenze e gli strumenti che ti servono per sopravvivere e per rilanciare il business gratuitamente o ad un costo che è una frazione di quello che spenderesti normalmente. 

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