Evoluzioni dell’export delle P.M.I dopo l’inizio della crisi

L’evoluzione dell’export durante gli anni di crisi si può dividere in due fasi: nel 2008 e 2009 il numero di aziende esportatrici è diminuito e il valore delle esportazioni è crollato repentinamente; dal 2009 al 2014 le esportazioni sono tornate a crescere, con un incremento di aziende esportatrici del 2% annuo circa. Questo incremento è stato determinato in massima parte dall’aumento dei micro-esportatori, con fatturato estero fino a 75.000 euro. Alla forte crescita numerica non ha tuttavia corrisposto un aumento del peso delle loro esportazioni sul totale. Nel decennio 2004-2013 le esportazioni sono cresciute a un tasso medio annuo del 3,4 per cento.


La crescita ha riguardato tutte le classi dimensionali. Nonostante molti operatori esportino su un solo mercato, il numero medio dei paesi serviti da ciascun operatore nel 2013 ha segnato il suo livello di massimo, portandosi a 5,7. Tale risultato complessivo è in gran parte determinato dai comportamenti delle imprese più internazionalizzate, quelle stabilmente esportatrici e presenti in un numero di mercati piuttosto elevato, che continuano a diversificare le destinazioni geografiche delle proprie vendite. La maggioranza degli esportatori italiani (71,7 per cento) opera almeno nel mercato dell’Unione Europea, in cui sono presenti pressoché tutti gli esportatori con fatturato estero superiore ai 50 milioni di euro. Sono invece relativamente pochi gli esportatori presenti in Asia centrale (7,5 per cento) e in Oceania (8,3 per cento).

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