Chi sopravviverà? I robot ci ruberanno il lavoro?

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I robot e il lavoro

Il mondo sta cambiando alla velocità della luce.


Le attività una volta redditizie ora lavorano perdita.
I lavori che facciamo tra pochi anni non esisteranno più.
I clienti che abbiamo non esisteranno più in pochi anni.
Nello stesso tempo nuovi settori stanno emergendo.
Nuove ricchezze.
Nuovi lavori, specializzazioni, nuove avventure.

Ora chiunque può avviare un’attività redditizia senza investire quasi nulla, senza dipendenti, automatizzando buona parte delle attività, tenendo a zero i costi fissi, e generare flussi di cassa interessanti.
Tutto è portata di mano. Tutto è a portata di click. Possiamo lavorare in qualsiasi parte del mondo con clienti, fornitori e partner di ogni parte del mondo. Questa è la realtà. E proprio per questo la concorrenza è ancora più agguerrita di prima, con queste “barriere all’entata” così basse. Quelli che fa la differenza è l’uso degli strumenti… gli strumenti in loro stessi sono diventati una “commodity”.

Oggi leggevo sul web che in Arabia Saudita è stata concessa la CITTADINANZA ad un robot, che ha parlato davanti ad una grande platea. Non era un blog “undergound” con notizie di dubbia provenienza.
Era il sito del “World Economic Forum” link >>http://goo.gl/hBCENh


E’ in atto un grande “hype” riguardo l’intelligenza artificiale, i robot e l’automazione.


Sembra una grande operazione di marketing in effetti. In questi giorni ho letto un e-book molto bello, ben fatto, pieno di fatti, spiegazione di dinamiche e consigli pratici (in fondo al libro): “I robot ti ruberanno il lavoro, ma va bene così; come sopravvivere al collasso economico ed essere felici” di Federico Pistono. Il libro è del 2012 e, vista la velocità del cambiamento è ancora molto attuale nonostante sia molto “datato”. Ti consiglio di leggere questo e-book. Contiene una analisi lucida e oggettiva di alcune dinamiche che devi assolutamente conoscere per potere sopravvivere e prosperare. 

La comprensione delle dinamiche di mercato è diventata questione di mera sopravvivenza, prima ancora di essere alla base di differenziazione e vantaggio competitivo. 

Le dinamiche di mercato devono essere seguite e comprese quasi “real time”, mese per mese. 
E’ necessario fare evolvere il business mese per mese.
Per questo credo che gli strumenti del lean start up come il Business Model Canvas e come l’Analisi di Mercato Visuale possano dare una mano concreta ad aziende e professionisti. 

La vera la novità è che la comprensione di mercato è diventata importantissima non solo per le aziende, ma anche per professionisti “autonomi” e addirittura per lavoratori dipendenti.


Intere classi professionali saranno spazzate via o rivoluzionate.

  • Radiologi? Non serviranno più 
  • Notai? Non serviranno più come li conosciamo
  • Autisti? non serviranno più
  • Banche? Non serviranno più come le conosciamo
  • Impiegati che svolgono attività ripetitive? non serviranno più
  • Manager? molte decisioni e funzioni non serviranno più
  • Medici? molte attività non saranno più fatte da esseri umani

FORSE. Ma non è detto.

La mia impressione è che da un lato questi trend sono reali, dall’altro sono “cavalcati” ampiamente dal “marketing” e dalla ricerca di titoli accattivanti da parte dei media. Quando vedo un annuncio, un articolo mi chiedo “cosa sta cercando di vendere?”. Da un lato i fornitori di soluzioni informatiche avanzate “montano” le “mode”, gli “hype” per vendere una soluzione ad un problema ancora non identificato. Soluzioni non ancora mature a fornire un vero valore aggiunto proporzionale ai costi. Oppure viceversa soluzioni “vecchie” reimpacchettate e infiocchettate con nomi altisonanti.

In questi anni ho visto soluzioni di elaborazione dati tramite algoritmi abbastanza “vecchie”, o comunque abbastanza standard, spacciate per “intelligenza artificiale”; giusto perché il termine fa bello. Ho visto delle soluzioni spacciate per “Robotic Process Automation” che in realtà sono delle macro avanzate, esistenti da 20 anni. Quando parlo di API (Application Programming Interfaces) con i programmatori, ogni volta mi fanno notare che la tecnologia esiste da più di 20 anni. Le API vengono ora “spacciate” come grande novità nei servizi finanziari. E lo sono perchè permettono di fare cose che gli applicativi bancari tradinzionali non permettono di fare. Ma l’innovazione non sta nella tecnologia, ma nella nuova applicazione della stessa.

La novità REALE consiste nel COME REALMENTE è applicata una tecnologia. Quando la novità è tecnologia stessa la cosa mi puzza di bruciato.

Senza sminuire i reali trend tecnologici…

Quando sento parlare di “Intelligenza artificiale”, la prima cosa che penso è “che bisognerebbe usare meglio quella umana, prima di quella artificiale”

Sui giornali si parla tanto di “trasformazione digitale”… ma poi una grande percentuale di aziende (in Italia e non solo) non ha il sito web, non ha un softsare gestionale efficiente, gestisce buona parte dei processi con carta e telefono, non ha con controllo di gestione, non ha un processo solido di acquisizione e gestione dei clienti e così via.

Se diamo retta solo a quello che si dice sui giornali e agli eventi sui temi di innovazione, non vediamo la realtà concreta delle aziende, delle loro reali esigenze e della loro apparente “arretratezza” rispetto alle soluzioni più o meno futuristiche presentate.

Ora torniamo alla domanda iniziale…

I robot ci ruberanno il lavoro?

La risposta è sia “SI” che “NO” secondo me.

Senza entrare nel merito di cosa dobbiamo considerare robot… perché in realtà la maggioranza dei robot sono degli algoritmi, dei software e Non sono come si crede qualcosa di fisico.

I robot, l’intelligenza artificiale, i software… sostituiranno una parte delle ATTIVITA’ svolte fino ad adesso dall’uomo. Un singolo essere umano non sarà sostituito da una singola “macchina” (almeno per un bel po’, forse mai)

I robot sono altamente specializzati. Un robot può svolgere solo una serie determinata di compiti, di attività.

Scrivere in maniera semplicistica che “i robot ci sostituiranno” è pura disinformazione.

Quindi quale attività saranno svolte dai “robot”?

Principalmente due tipi di attività:

  1. Le attività ripetitive, soprattutto se presuppongono grande precisione.
  2. Le attività che richiedono l’elaborazione di un’enorme mole di dati.

Le attività ripetitive a basso valore aggiunto sono sempre state automatizzate, ove possibile. I software gestiscono in automatico una quantità di informazioni e attività imponente. Nelle banche per esempio la vera attività operativa (immaginiamo giusto a titolo di esempio il calcolo e la liquidazione degli interessi del conto corrente è fatta per almeno l’80% dai sofware. Se il sofware non facesse quasi tutto in automatico ciascuna banca avrebbe bisogno di MIGLIAIA se non decine di migliaia di dipendenti in più.

I robot fisici assemblano le automobili quasi senza intervento umano fisico sulle singole auto.

L’automatizzazione delle attività ripetitive non è una novità. Lo si è sempre fatto sistematicamente. Ora semplicemente ci sono strumenti più avanzati e maggiore potenza di calcolo.

Secondo me è una grande fortuna per noi “umani” che si tenda ad automatizzate tutte le attività ripetitive. Perché sono terribilmente noiose. Un lavoratore che compie azioni troppo ripetitive, che potrebbero essere fatte da una macchina o da un sofware si abbruttisce. (Tranne chiaramente per lavori di tipo “artistico” ed artigiano… qui mi riferisco a lavori svolti da impiegati e operai generici). L’automatizzazione dei processi aziendali permette di “liberare” neuroni per le “cose” ad alto valore aggiunto, almeno teoricamente.

La grande sfida riguarda le persone che “dipendono” professionalmente da attività ripetitive a basso valore aggiunto.

Il rischio di “essere sostituito” da una macchina si previene quindi con il continuo sviluppo di competenze personali e professionali

Quindi parte del tema è “vecchio” e affrontato da ormai secoli, dall’inizio della rivoluzione industriale. Questa volta è “solo” molto più veloce. Forse.

Se i robot ci ruberanno il lavoro dovranno quantomeno vestire la cravatta! 🙂

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